L’asso nella manica del digital marketing: la blockchain


Chi, come me, si trova a gestire progetti di marketing nel settore fintech e blockchain, si sta sempre più rendendo conto che le piattaforme digitali saranno quelle più interessate dal cambiamento tecnologico in atto.

Gli utenti potrebbero non accorgersi e non vedere il cambiamento dovuto alla tecnologia sottostante, ma per gli addetti ai lavori sarà importante, perchè determinerà la scelta tra un provider ed un altro.

In particolare già si vedono tre tipologie di piattaforme particolarmente interessate dalla nuova tecnologia:

  • Programmatic advertising
  • CRM
  • Loyalty e referral

Come abbiamo avuto modo di parlare anche in questo articolo su tio.ch l’evoluzione sta avvenendo rapidamente.

La visione d’insieme vi è più chiara nell’infografica che ormai viene pubblicata costantemente da Neverstopmarketing:

Come potete vedere ci sono altri settori dove la blockchain sta iniziando a contaminare le piattaforme, ma in generale si può dire che le caratteristiche di trasparenza e sicurezza agevolerebbero non poco gli utenti e gli inserzionisti.

Non a caso, se notate, uno dei temi è relativo alla pubblicità online.

La blockchain cambia il modo in cui gli annunci pubblicitari vengono venduti, analizzati e valutati. Chi pianifica pubblicità online, sa bene che è impossibile sapere con certezza assoluta se le statistiche sono precise e realistiche.

Il marketing si basa sui dati, e se esiste un modo per aver certezza, allora è una strada che sono certo piacerà a molti.

Gli intermediari che gestiscono i dati (provider di servizi, portali, ecc..) non sempre attuano una politica di certificazione delle statistiche, analisi dei database, aggiornamento dei dati archiviati ecc. La Blockchain può stravolgere questo punto modo di agire determinando ad esempio:

  • quante sono le persone che visualizzano un annuncio
  • quanti utenti reali hanno un kyc certificato
  • quanti utenti hanno compiuto una determinata azione
  • quanto remunerare un utente per una determinata azione

Questi sono alcuni esempi, ciò che è certo è che così facendo le aziende potranno tornare in possesso del controllo delle proprie campagne pubblicitarie online, e decidere autonomamente se e come retribuire gli utenti che decidono di visualizzare i messaggi.

Dopo il “blockbuster moment” che si dice sia iniziato per le banche, è forse iniziato anche per le piattaforme di online marketing?

 

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