Neuromarketing per la tua azienda. Serve più di quanto credi.


Tutti noi ci siamo confrontati con campagne di maggiore o minore successo, e senza troppa vergogna altrettanto spesso abbiamo dato risposte rassicuranti in merito ai risultati di quell’azione o di quell’altro contest. Poi, nonostante le mille riunioni di allineamento, i caffè consumati, le ricerche a tarda notte sull’internet che tutto sa, inspiegabilmente, non abbiamo ottenuto i risultati sperati. E sul carro dei perdenti di solito ci siamo noi e basta, quindi, la spiegazione va trovata solo guardandoci allo specchio.

Qualcuno ci prova:
il budget (#CheDioLoFulmini)
il copy (#FulminatePureLui)
la grafica (#FattaDalCuginoEraMeglio)

E via dicendo…
Ma sul serio? Il problema è che la domanda fatidica su cosa non ha funzionato dovrebbe farla Gerry Scotti a “Chi vuole essere milionario, facendo marketing”, e la risposta per tutti dal più bravo al più scarso di noi che di marketing viviamo (senza far milioni) ogni tanto capita di toppare.

A tutti piacerebbe avere la boccia di cristallo dove trovare le risposte a come i consumatori si interfacceranno con il brand, come reagiranno a quel messaggio…e lo vorremmo anche per il panificio sotto casa, che comunque è un cliente dignitosissimo pure lui e tu che vivi di marketing ne hai bisogno come il pane.

Di strumenti ce ne sono, ma una disciplina in più ci serviva e da qualche anno il Neuromarketing sta prendendo piede e spazio perchè si è accollato l’onere di dare risposte (in anticipo) a come il cliente si relaziona con il brand, come compie le scelte d’istinto, come ragiona, cosa guarda e come questo influisce sul processo d’acquisto.

Perché ci serve il Neuromarketing?

Perché le bocce di cristallo erano finite e perchè sfortunatamente, tutti noi, quando decidiamo qualcosa (nel 90% dei casi) lo facciamo in modo non conscio.

Quindi, da oggi, se ancora non lo sapevate, dovrete iniziare a capire come funzionano questi processi e frequentare qualche corso di aggiornamento rapido tipo Neuromarketing for Dummies o qualche workshop più approfondito. Insomma, dovete iniziare a capire come funziona il cervello umano quando fa delle scelte.

Capire il Neuromarketing è importantissimo in molti settori, perchè definisce un metodo per capire come e in che modo incidere sul posizionamento e sulla percezione che i consumatori hanno del brand.

Come si capiscono tutte queste cose?

Con strumenti in grado di analizzare l’area di risposta fisiologica inconscia dell’esperienza di acquisto. Vengono analizzati tutti i sensi (hanno a che fare con il cervello e quindi con voi e con ciò che fate) dando rilievo ad esempio: all’aspetto olfattivo oppure all’illuminazione degli ambienti che hanno una capacità di influenza molto forte sui consumatori, questo perché gli odori vengono associati più facilmente ai ricordi rispetto a segnali visivi o uditivi e la giusta luce può migliorare il senso di benessere e far sostare le persone più a lungo nel negozio, ristorante, ufficio ecc.. così come può aumentare il loro livello di attività e incrementare il fatturato.

Questo accade perchè a livello conscio ricordiamo solo il 5% delle informazioni che acquisiamo, su questo aspetto fece un esperimento Nike con l’esposizione di due paia identiche di scarpe da corsa posizionate in due diversi spazi: il primo caratterizzato da una piacevole e sottile fragranza floreale, il secondo senza odori percettibili. L’84% dei visitatori valutò le scarpe dello spazio “profumato” come nettamente superiori, nonostante tale odore non fosse assolutamente collegato alle caratteristiche intrinseche del prodotto.

Altri aspetti legati all’atmosfera degli ambienti e delle persone come il mettere di buonumore i consumatori può influenzare in modo tangibile il comportamento d’acquisto.
Fare un regalo al cliente, focalizza l’attenzione dello stesso più sul prodotto e meno sul prezzo, aumentando la probabilità di acquisto e di spesa (risultato di uno studio effettuato tramite la misurazione delle alterazioni fisiologiche).

I cosiddetti “random acts of kindness” (letteralmente gesti di gentilezza casuali) sono molto apprezzati dai clienti anche in comunicazione pubblicitaria.

Se siete arrivati a leggere fino in fondo vuol dire che forse l’argomento vi inizia a prendere e capite l’importanza di approfondirlo, e credo sia un bene. Non ci bastano più gli strumenti che stiamo usando oggi, dobbiamo iniziare ad entrare in confidenza con gli strumenti di domani.

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