La SEO, quando davvero ti serve?


Ci sono tre modi di vedere la seo:

  • Non mi serve a nulla
  • Metto il mio nome su Google ed esco per primo
  • Dare agli utenti il miglior contenuto in base a ciò che cercano

Se sei uno che la pensa in uno dei primi due modi allora ti consiglio di leggere questo breve articolo per capire meglio come può essere utile la Seo alle aziende.

La Seo non vuol dire inserire il proprio nome, o due parole chiave a caso su google e vedere se si esce in prima pagina. Questo è autocompiacimento, e ci sta, ma non fa vendere e non da visibilità.

Investire in una strategia SEO per essere trovati in prima pagina su google, è ancora di moda, ma non è più sufficiente.

 

Google, come tutto ciò che vive sul web, si è evoluto molto negli ultimi anni. Passo a passo è diventato qualcosa di completamente diverso e con la sua evoluzione anche la SEO è cambiata.

Si lo so. Tutte le mattine sei abituato a cercare su google se sei sempre in prima pagina se metti il nome della tua azienda, e se su certe parole chiave che tu hai deciso, il tuo competitor è ancora visibile. Sulla base di queste informazioni, mandi una mail a chi di turno sta gestendo per le le attività di SEO.

Google però è poco interessato al vostro nome, o ai vostri competitor. Lui si è evoluto orientando i risultati delle ricerche verso i contenuti di miglior qualità. Ha quindi deciso di selezionare i siti che propongo la qualità migliore in fatto di navigazione, contenuti, informazioni per l’utente. (non per voi)

Questo perché, ribadisco, a Google non interessa chi appare per primo su quello che voi volete. Gli interessa che chi effettua una ricerca trovi il miglior risultato disponibile in rete.

So che accettare questa soluzione non è facile, ma è un dato di fatto, e vediamo quali sono i motivi per i quali ha senso cambiare il punto di vista sulla SEO:

  1. Geolocalizzazione: i risultati di Google sono selezionati in base al luogo da cui si effettua la ricerca. Quindi se la tua è un’impresa legata al territorio, ricordati che i risultati potrebbero essere differenti da zona a zona. Sia che si parli di Italia che si parli di estero.
  2. Modalità di navigazione: molti di noi hanno un account google e quando sono loggati il motore di ricerca tende a riproporre risultati in base alle abitudini di navigazione e quindi non necessariamente il risultato delle SERP (search engine result page). Cosa vuol dire? Vuol dire che non stai vedendo quello che invece altri utenti vedono e quindi devi pulire la memoria del tuo browser o aprire una finestra privata in modo da poter visualizzare il reale risultato della ricerca.
  3. Mobile vs Desktop: la stessa ricerca fatta da smartphone e fatta da desktop potrebbe non dare lo stesso risultato. Se ne è parlato tanto, ma lo ricordo, dal 21 aprile Google ha modificato i criteri delle SERP, per i quali vengono avvantaggiati i siti che dispongono di una versione ottimizzata per la navigazione mobile.
  4. Matrix: Scherzo, non è che ci siano pillole da prendere. Però è giusto ragionare su una cosa: oggi usiamo sempre più frequentemente per lavoro/casa i due strumenti che vanno per la maggiore e cioè computer e smartphone/tablet. Quello che facciamo su questi dispositivi non è legato al singolo dispositivo, ma viene tracciato e legato. Ciò che si fa su uno, influenza i dati sull’altro. Google Now è esattamente questo, cioè legare ed incrociare più dati per far in modo che all’utente arrivino le informazioni più utili, come ad esempio, come succede a me, il mio smartphone mi notifica in tempo reale la situazione del traffico verso la mia meta ogni volta che salgo in macchina. Veggenza? Grande fratello? Non è questo il punto. Il punto è che tramite il mio comportamento online attraverso l’account google con cui navigo e il tracciamento GPS dello smartphone, sanno dove sono, dove andrò e tendenzialmente questi dati verranno usati per darmi risultati di ricerca più vicini alle mie esigenze. 

A questo punto è chiaro che cercare su google “Ristorante Milano” sia davvero poco sensato. Ci sono troppe variabili che fanno di questa ricerca un risultato impossibile da ottenere e probabilmente anche inutile.

Su cosa si deve puntare? Si deve puntare sul dettaglio, sulle Keywords per long tail: Ristorante Milano navigli o ristorante milano cucina tipica.

Le ricerche generiche “Ristorante Milano” sono inutili sono molti punti di vista, il primo di tutti perché non soddisfa nessuna necessità specifica dell’utente e non può restituire un risultato customizzato.

Con questo tipo di ricerca spesso ci si trova a far i conti con gli annunci sponsorizzati di portali, aggregatori, siti di prenotazioni ecc. E per le aziende, competere su queste keywords diventa davvero oneroso, a meno che non ti chiami booking.com.

Spero di averti convinto che cercare su google il tuo sito per vedere se sei in prima pagina, non è assolutamente un’azione vincente, e che oltretutto, non stai facendo SEO se questo è il tuo solo obiettivo. Il vero valore della SEO è il tasso di conversione, il ROI, ed in base a questo si devono ideare le strategie che guidano le azioni di cui ho parlato in questo articolo.

 

 

Ti dirò un’altra cosa, forse la più importante: investi in SEO solo quando prima hai strutturato delle azioni di web marketing che ti possano garantire in un tempo ragionevole un giusto tasso di conversione.

 

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