5 regole per creare un piano editoriale per i social network


Parlando con tanti responsabili marketing o con gli addetti marketing delle aziende mi rendo conto che le attività di marketing e comunicazione sui social spesso, ma anche spessissimo, sono affidate al caso. E se non sono affidate al caso sono monotematiche: Promozione, promozione, promozione e un filo di promozione.

Non è che promuovere il proprio business sia male, ma la domanda è: quanto può essere interessato un utente dal vostro profilo social se non condividete dei contenuti realmente utili?

Per questo motivo, e anche per molti altri che poi vedremo, la prima cosa che faccio quando inizio un progetto con un cliente è compilare un piano editoriale per la gestione della pubblicazione dei contenuti.

Il piano editoriale, come dice il nome stesso, è la pianificazione dei contenuti da pubblicare per ogni canale.

Dovete decidere cosa pubblicare e quando, bilanciando i vari contenuti e prevedendo la declinazione di tutti i soggetti grafici per ogni canale.

Pensate ad un magazine, serve organizzazione per scegliere quali articoli pubblicare, le rubriche, le immagini da selezionare.

 

 

Pubblico

Definiamo chi sono i nostri lettori (followers, fan..). Ovviamente se ci rivolgiamo ad un target ben preciso potremo creare messaggi e contenuti assolutamente più coerenti con le loro aspettative e necessità. Su Facebook è molto semplice da fare: nelle statistiche basta consultare la sezione relativa al pubblico. Vi dirà i dati salienti del vostro pubblico (di Facebook): donne, uomini, fascia d’età e area geografica. Sugli altri social non è così immediato reperire queste informazioni, ma diciamo che percentualmente avrete una buona fetta di pubblico anche su questi canali e quindi dovrete differenziare la vostra comunicazione in modo adeguato.

 

Content management

Il contenuto fa la differenza. Come dicevamo all’inizio, continuiamo a promuovere l’azienda e i suoi servizi, sui vari canali alternando queste informazioni a notizie più leggere, più interessanti per chi legge. Dobbiamo però pensare che i social sono canali diversi tra loro: Facebook ha delle regole, Twitter ne ha altre, Instagram altre ancora…e così via.

Ragionate sempre in questo modo, una volta che avete creato un contenuto, abbinato ad un soggetto grafico o ad un media dovete adattarlo al mezzo su cui lo pubblicate.

Ciò significa che ogni volta che nel piano editoriale inserite un contenuto da pubblicare dovete pensare a (sempre per ogni canale):

  • testo
  • immagine o video
  • stile grafico
  • link di atterraggio (sito o landingpage)
  • hashtag dedicato o hangout

Gli argomenti poi vanno gestiti secondo le necessità, tanto per fare un esempio, a Natale ci sta spingere promozioni e call to action per l’acquisto. Nei periodi extra promozioni commerciali dobbiamo prevedere una serie di contenuti “correlati”.

I contenuti correlati sono quelli che supportano l’engagement degli utenti sulle rispettive piattaforme, e sono legati agli eventi nell’azienda o in cui l’azienda è coinvolta. L’attività quotidiana dell’azienda. Le notizie del territorio o macro informazioni sul settore aziendale o informazioni interessanti per gli utenti non necessariamente direttamente legate all’azienda.

Questa parte probabilmente è la più difficile perché richiede il tempo di ricercare le notizie ed elaborarle per far si che siano allineate alla comunicazione sui social. E’ anche la parte che darà maggiori soddisfazioni perché nel medio termine incrementerà l’interesse (e l’interazione) degli utenti con la vostra pagina.

Un trucco per gestire senza impazzire è creare dei temi, o delle rubriche, che durino qualche settimana in modo da convogliare tutti gli sforzi in una sola direzione ed ottimizzare le energie.

 

Timing

 

Abbiamo già visto qui come per Twitter e per gli altri social ci siano elenchi e studi su quando pubblicare, ma di fatto non c’è una regola precisa. Il punto è creare una strategia di posting personalizzata in base agli andamenti dei post precedenti verificando anche la frequenza di pubblicazione più adeguata. Sappiamo che per Facebook possiamo tranquillamente attestarci sui 2 post al giorno, mentre per Twitter ed Instagram possiamo prevedere anche frequenze più alte. In ogni caso vanno sempre analizzati i tempi per ogni canale.

 

E’ un calendario, usalo!

Scegli lo strumento che vuoi, un’agenda (digitale), google o excel.

Potete crearlo sulla fascia temporale che preferite:

  • settimanale
  • bisettimanale
  • mensile

Io consiglio sempre di crearlo su base settimanale, per una migliore facilità di consultazione.

Sul piano editoriale cosa dovremo inserire:

  • tipologie di contenuti
  • canali di comunicazione
  • giorni di pubblicazione
  • orario di pubblicazione
  • regole e frequenza per la pubblicazione

 

 

Analisi

Come tutte le attività di business dobbiamo capire come va, per migliorare le prossime azioni e per capire come calcolarne il ROI. Se all’inizio del nostro piano editoriale ci eravamo posti l’obiettivo di vendere più voucher per dei corsi di cucina, beh allora dovremo monitorare l’andamento delle conversioni. E facendolo quotidianamente, o settimanalmente, potremo intervenire con una reattività che ci permetterà di aggiustare il tiro e raggiungere gli obiettivi prefissati. Se monitoriamo una volta ogni tanto, beh, ci renderemo conto che le cose sono andate bene o male quando ormai è troppo tardi per intervenire.

Se vuoi ottenere di più dalla tua strategia sui social network  e consentire a te ed alla tua azienda di diventare più forte sul web scopri i corsi in social media marketing di Osm Network: http://booking.osmnetwork.it

 

 

 

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