Come scegliere su quale social network investire


Come scegliere i social network in azienda

 

Voglio che la mia azienda sia sui social network. Questa è una delle affermazioni che spesso si sentono in un’azienda. Nasce dal fatto che ci sono tutti, amici, parenti, aziende concorrenti, le aziende dei parenti antipatici e quelle di tutti gli altri. Siamo bombardati quotidianamente da dati e statistiche su quanto Facebook, Twitter ed Instagram siano la soluzione alla crisi economica. Il problema, come sempre, è che non è così facile. I social networks non sono la soluzione e non sono nemmeno gratis. Anzi.

I social network sono uno degli strumenti a disposizione di aziende ed imprenditori per superare la crisi e creare nuove opportunità di contatto con potenziali clienti. 

Detto questo, che vi piaccia o no dovete capire come usare questi strumenti. E se non lo volete capire voi, e volete pagare qualcuno per farlo, almeno dovete essere aggiornati sul panorama. Altrimenti spenderete tanti soldi per nulla.

Parto da una statistica che arriva dagli Stati Uniti, come sempre, per dire una cosa ovvia: dovete andare dove sapete che il vostro target spende più tempo. Dovete essere li con loro, vedere cosa scrivono, rispondere a ciò che vi chiedono.

Business Insider ha pubblicato questa ricerca, confronta i maggiori brand ed il numero di persone che li seguono su Twitter e Facebook:

i maggiori brand sui social

Non vi risponderò alla domanda: Quante Coca Cola in più sono state vendute grazie a Facebook?

Perché non lo so.

Perché non è calcolabile.

Perché probabilmente è una cifra talmente irrilevante che a confronto l’investimento fatto per essere presenti sui social (grafica, community manager, legali, campagne a pagamento, ecc) sarebbe insensato.

Tanti grandi brand si sono rifatti l’immagine grazie ai social network, alcuni sono addirittura rinati grazie a campagne virali sui social. Alle spalle ci sono quasi sempre grossi investimenti. Sono rarissimi i casi in cui, dal nulla, sono state create campagne virali che hanno consacrato il successo di un brand/prodotto garantendone la visibilità globale.

Per tutti gli altri che non hanno grossi investimenti alle spalle od idee geniali da sfruttare, c’è una terza via: Scegliere in modo sensato il proprio canale di comunicazione preferenziale, generalmente quello più in linea con il proprio target, e presidiarlo creando contenuti.

l'era della content curation

L’era del contenuto è iniziata qualche anno fa, ed è ciò che sta facendo la differenza ora. Se il primo passo è scegliere la piattaforma corretta, il secondo è decidere cosa e come pubblicarci. I contenuti sono ciò che fa la differenza sul web. Lo abbiamo detto tantissime volte, ma è sano dirlo ancora, sul web, in generale, cerchiamo informazioni, opinioni, ispirazioni per gli acquisti, idee regalo e stranezze da ogni parte del mondo.

Il contenuto, creato e pubblicato giorno per giorno, è ciò che fa dai che la vostra azienda ed il vostro prodotto sia visibile in Italia, negli States..ovunque ci sia qualcuno interessato a comprarlo, che è ciò che conta. I vostri clienti, come i vostri competitor non sono più nel mercato locale, ma nel mercato globale.

Come vi dicevo prima, non abbiamo dati di quanto facciano vendere i social network ma possiamo dire come si comportano gli utenti che sono sui social network in fase di acquisto.

Uno studio pluriennale dimostra che i fan dei brand sui social media spendono di più ogni anno in prodotti rispetto ai non fan. Il 70% degli utenti Pinterest dicono che usano il sito per ” trarre ispirazione su cosa comprare . ” I Brand che creano una strategia intelligente vedranno ripagato nel medio e lungo termine l’investimento che hanno sostenuto.

Le aziende presenti nel ranking Fortune 500 (è una lista delle migliori 500 aziende negli Stati Uniti) sono tutte presenti sui social network con un’interessante sorpresa nella maggiore consistenza dei profili Twitter rispetto a quelli Facebook, che da sempre è considerato il social “Entry Level” per tutti.  Il 73 % delle aziende su Fortune 500 ha avuto account Twitter aziendali attivi e presidiati , il 66 % ha account Facebook aziendali attivi e presidiati , e il 62 % ha account YouTube aziendali. il 2 % delle aziende Fortune 500 hanno attivato Pinterest. (si deve rilevare che il dato è dal 2012)

Pinterest è una piccola realtà ma con potenzialità, ad oggi, molto interessanti. E’ già stato in grado di attirare le prime migliori aziende del Fortune 500 tra cui GE ( # 8 nella lista Fortune 500 ) , AIG ( # 38 ) e Lowe ( # 56 )

I brand, le piccole aziende locali, che hanno piccoli budget dedicati per i social media ( a cui però va tutta la mia stima per la lungimiranza della scelta) possono raggiungere un elevato livello di brand awareness concentrando le loro risorse solo su una o due piattaforme.

La scelta della piattaforma dipende in ultima analisi ciò che il marchio sta cercando di raggiungere. Definire con chiarezza una corretta strategia di marketing è alla base di ogni buona azione di successo.

 

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