Social media in Romagna


Chi non è mai andato in Romagna alzi la mano.

Io sono appena rientrato da una 15 gg di ferie in riviera e, per deformazione professionale, ho dato un occhio a come sono messi a social media nella patria del turismo e dell’accoglienza.

Sicuramente ci sono ottime intenzioni, ma la maggior parte delle pagine, è home – made. La faccia social del business (dalla piadineria all’ hotel passando per il ristorante) è abbastanza trascurata. E se è vero quel che dichiara confesercenti relativamente ad una diminuzione del fatturato del 10%, beh, mi viene da dire che non è proprio il caso di non trascurare nessun aspetto dell’ accoglienza.

Il mio parere è che nel momento in cui un’attività funziona bene non può mancare una presenza social altrettanto ben gestita. Se poi l’azienda non se la passa benissimo, dovrebbe essere d’obbligo.

Vi porto due esempi, sono due ristoranti, di taglio completamente diverso in cui ho cenato benissimo. L’esperienza, la più importante, quella al ristorante è stata ottima. Sul web, meno.

Nel primo caso al Saledolce di Cervia vi sono 26 recensioni su tripadvisor di cui solo 2 votate come scarse, alle quali, nessuno ha dato risposta.

 

Su facebook vi sono ben due pagine, una appena aperta con un like ed un’altra con 550 like, un numero discreto per un ristorante da pochi coperti, ma decisamente non seguita.

 

Il customer care è inesistente, come ogni altra azione di comunicazione sulla pagina. Con una fan base di 550 unità, di certo si potrebbe interagire un pò di più. Così come sono impostate le presenze servono a poco, su facebook, su tripadvisor è tutto ok finchè non aumentano le recensioni negative, fondate o meno, se non si risponde si da l’idea che ciò che è scritto è vero o quasi, scoraggiando nuovi clienti.

 

Sicuramente il locale è bellissimo, la cucina è ottima e meriterebbe una reputazione on line ed una presenza decisamente migliore. I passi sarebbero semplici ma importanti, ad esempio iniziando con una gestione pianificata dei contenuti che preveda le specialità fuori menù, informazioni sulle materie prime, le modalità di cottura dei cibi, la pubblicazione di recensioni sui magazine, gli eventi a cui partecipare e magari qualche accattivante promo per stimolare l’appetito! In tutto questo non guasterbbe di certo un minimo investimento in ads ed in offer, visti i tempi che corrono (come dice confesercenti) non fa mai male.

Il parere social: Hanno le capacità ma non si applicano.

il parere sulla cucina: Esperienza superlativa

Il secondo esempio è l’ Osteria del Gran Fritto di Milano Marittima.

Presente dal 2004, è subito evidente che si tratta di un luogo dove ogni cosa è pensata attentamente. L’azienda è sicuramente più strutturata, hanno altri locali oltre a questo ed è evidente che l’immagine web è curata.

 

 

Ogni locale ha la rispettiva pagina facebook, ben impostata, ma gestita in modo automatico e saltuario. Il customer care c’è, viengono seguiti i commenti degli utenti ed ognuno riceve una risposta. In questo caso gli strumenti ci sono tutti: un blog, le pagine facebook, recensioni su tripadvisor ottime (ma anche qui rimangono senza risposta le 6 con voto pessimo).

In questo caso basterebbe coordinare questi elementi come spiegavo nel precedente caso, per far crescere la fan base ed interagire maggiormente con il web e tutti noi. Qui forse, la situazione è un pò più semplice da risolvere, ma manca la volontà.

Il blog di Stefano Bartolini è uno spunto interessante per riempire di contenuti la timeline delle pagine, valorizzando le immagini (si tratta di cibo, va visto subito) e puntare sull’interazione con i likers, che sono, fino a prova contraria, la maggior risorsa di cui dispongono. Anche se sono cose già viste i vari contest con i food bloggers sono ottimi campi incui testare la forza del prodotto e valorizzare l’immagine del brand on line.

Il parere social: Possono fare di più.

Il parere sulla cucina: Un’ esperienza per chi ama il buon pesce!
Il consiglio finale è quello di leggere il post di Danilo Pontone e concludo cone le sue parole:

Non serve pretendere che il fattorino si trasformi in social media expert. Non serve per forza pensare di assumere una persona in più che si occupi solo di questo (gli Hotel che ne hanno la possibilità si ritengano fortunati :-).

E’ sufficiente essere un Hotel che ha capito l’importanza di mettersi in gioco sui social media e che ha uno staff pronto ad imparare e ad essere formato in quest’ambito. Ed infine…avere un consulente o un’agenzia web che sappiano offrire le strade giuste per la propria crescita.

 

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