La brand reputation vi va bene come ROI?


Io onestamente non credo nella ricerca massacrante del Roi e le sue analisi, ma per i fanatici ho scritto in precedenza un paio di articoli (qui, qui e qui) in cui parlo di quanto gli investimenti (e le azioni) sui social network siano difficilmente “catalogabili” secondo le logiche del calcolo del ROI.

Oggi però, grazie a @gaianriva , ho letto un articolo interessante che parla proprio dell’ uso e dei benefici (secondo vari aspetti) dei social network per i brand.

L’analisi riportata nell’ articolo ( mdgadvertising.com ) spiega con un infografica chiarissima spiega fin da subito che l’analisi è difficile. Ma cita alcuni numeri sui quali vorrei soffermarmi.

La cosa che, a parer mio, emerge è che chi ha usato i social network (su tutti facebook e youtube) investe nuovamente perchè queste azioni hanno giovato alla brand reputation. Cosa non facile.

Non includere azioni di brand reputation nel piano di marketing e comunicazione è un errore. Lavorare male sulle pagine fan annientando la propria reputazione è peggio.

Il 76% delle aziende usa i social media per raggiungere i propri obiettivi. Due su tutti: Awareness e Recruiting.

Ed entrambi contribuiscono alla brand reputation. Dire che non porti dei benefici è davvero obsoleto ormai. A patto che lo si faccia bene. Ovvio.

Includere una buona campagna sui social media VI FA BENE! A voi e alle aziende per cui lavorate.

La cosa importante è non lasciare al caso e seguire una strategia, non tentate così per sport, perchè errori di comunicazione sulle bacheche con i vostri clienti o potenziali vi potrebbero arrecare più danno di quello che pensate. Recuperare, sarebbe un processo lungo. E non mi pare il momento economico per perdere tempo in disattenzioni.

Createvi una pagina fan (UNA PAGINA FAN) ed iniziate a dialogare con i vostri clienti. Guardate cosa fanno gli altri e seguite i buoni esempi.

Attirerete più attenzione delle vostre amate campagne stampa! E vi costerà un pò meno.

Avrete guadagnato credibilità, attenzione ed interesse. La gente preferirà i vostri servizi a quelli di un concorrente anche grazie a queste strategie. I giovani talenti, e anche quelli meno giovani, vorranno lavorare per voi. Non per chi non attua quelle dinamiche necessarie alla comunicazione del 2011.

Chi sottovaluta questi strumenti, prima o poi si renderà conto di aver del terreno da recuperare. E non sarà una passeggiata.

 

 

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