marketing no-limits.


Sono a casa in ferie. Più o meno, diciamo che sono a casa per ora. Nell’esercizio del cazzeggio più assoluto mi rimane attivo l’occhio critico su alcune iniziative più o meno discutibili.

Mi sembra che le aziende, ultimamente, stiano assumendo il classico atteggiamento del “Ma se poi..” in riferimento alle iniziative di marketing da intraprendere.

[mini]marketing lo spiega sinteticamente bene qui.

E’ un pò che non gioco a Risiko, ma mi ricordo benissimo come uno dei miei amici riusciva a vincere sempre in poco tempo, lasciando gli altri con i loro obiettivi incompiuti e riempiendo il mappamondo dei suoi tank. Diciamo che era un sostenitore della guerra lampo, attaccava subito, cogliendoti di sorpresa e lasciando gli attendisti del “arrivo a 30 tank e poi attacco” con un mucchietto di polvere.

Ecco, ci sono aziende che mi pare perdano tempo in campagne senza efficacia che portano poco o nulla in fatto di risultati, e ci sono aziende che con le idee chiare si muovo, e lo fanno vistosamente.

Amica Chips ha smosso le acque due settimane fa con Miss Patata, ha messo on line una campagna di grande impatto. Si è basata su elementi semplici ma efficaci, creando una sorta di concorso di “bellezza” su internet sfruttando la viralità di facebook.

Il nodo è proprio sulla viralità, perchè se da una parte l’idea è bella, dall’altra ci sono delle giuste critiche sul modo in cui è stata concepita la partecipazione degli utenti. A detta di molti, ed è vero, l’applicazione di fatto pubblica e condivide senza richiesta tutte le attività che si fanno sul sito di Miss Patata. Il che è perfettamente lecito secondo le regole di facebook, ma non è il massimo dal punto di vista dell’ etichetta.

Ci sono trucchetti poco carini del tipo che il sito di Miss Patata ti manda alla pagina facebook di amica chips e non a quella dell’applicazione. Come dicono sul sito è un gioco “fuori controllo. Che non ha influenze dell’azienda (credo) e che soprattutto ha poche, pochissime limitazioni, per gli utenti e per il gioco stesso.

Raggiungere una visibilità così ampia in così poco tempo era possibile comportandosi in modo più corretto?

Io ritengo di no. Il vantaggio è proprio nella scorrettezza della campagna, nel suo andare al limite del lecito per sfruttare tutti i vantaggi. Su YDL c’è già una discussione in merito, per cui non mi voglio dilungare qui. Però mi fa piacere che un’azienda abbia rischiato, poteva trascinarsi dietro un pieno di critiche e vedere l’applicazione snobbata. Poteva andare in mille modi diversi la campagna, ma la predisposizione al rischio, al tentativo (spero) consapevolmente ragionato a mio parere è di tutto rispetto. Vuol dire che c’è ancora qualcuno con il coraggio di rischiare un’ azione non proprio pulita. Qualcuno che ha voglia di smuovere le acque facendo un pò di sano scompiglio.

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2 pensieri su “marketing no-limits.

    1. Hai ragione Patrizia, ho sorvolato sull’aspetto morale della questione perchè do per scontato che fosse proprio li che volevano andare a colpire. Devo dire però che non ci sono state polemiche in merito da parte delle donne che frequentano i social network.

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