Sbaglia ed impara.


E’ un concetto piuttosto semplice. Secondo me anche molto reale nelle persone di buon senso.

Evidentemente Patrizia Pepe, e le persone che lavorano per lei, sono persone che sanno imparare dagli errori. E provano a trarne un vantaggio.

A qualche settimana dalla controversa polemica sul modo “politicamente scorretto” del brand di rivolgersi ai propri fan/followers,  sono apparse altre informazioni in merito. Prima un servizio de Le Iene e poi la definitiva chiusura con un post sul blog ufficiale del brand. A parer mio davvero notevole.

Il servizio delle Iene (cliccate qui per vedere)  per chi ha seguito la vicenda fin dall’inizio, non dice nulla di nuovo. Ma è carino, è fatto in stile, e ci fa vedere “where is Patrizia” 😉

Su Ninja Marketing è stata pubblicata una bella intervista che spiega il retroscena, la versione dall’altra parte dello schermo. Nella mia testa mi ero fatto l’idea dell’addetto alle community che, dopo una giornata pesantuccia, rincasa e per un eccesso di zelo controlla la pagina facebook e trova i primi commenti. Non sapendo che il botta e risposta durerà fino a tarda notte e nei giorni successivi. Di certo non ha contribuito a migliorare il suo umore.

E più o meno, nell’intervista di Ninja (cliccate qui per leggere) esce una versione del genere. Sanguigna. D’orgoglio. Personale.

Chi ha scritto, lo ha fatto di certo in buona fede. Iniziando una discussione animata, come faremmo tutti noi con amici, parenti e conoscenti che criticano seriamente una nostra affermazione o scelta. Il problema è che lo ha fatto scrivendo a nome del brand per cui lavora. Non firmandosi con nomecognome. Per cui, il messaggio è uscito per bocca dell’azienda. Un messaggio ufficiale.

Ed altrettanto ufficialmente due giorni fa, sul blog dell’azienda, sono stati pubblicati TUTTI i dati relativi a quel periodo. Contatti, post, sentiment. Con analisi, valutazioni e ne sono state tratte delle conclusioni. A mio parere interessanti, lascio a voi il giudizio. Cliccate qui per leggere il post relativo alla crisi social di Patrizia Pepe.

Quando mi sono informato in merito a questa vicenda, la prima volta, ho scritto che nonostante non condividessi lo stile e la strategia di mandare a quel paese tutti ero convinto che (con le dovute attenzioni) potesse dare risultati positivi. Leggendo questa analisi lo penso ancora, l’analisi stessa spiega come siano aumentate le interazioni tra il brand ed il mondo social. Sono “solo” state gestite male. Se fosse stata una campagna pianificata, forse, avrebbe portato qualcosa in più.

In ogni caso, per un’ azienda, è sempre meglio ammettere i propri errori ed imparare da essi. Patrizia Pepe ha fatto di più, li ha condivisi con il web.

Ottimo lavoro. Dopotutto!

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