Quanto siete disposti a rischiare per essere social?


Questa sera mi sono imbattuto in un “caso” social di cui magari avete già sentito parlare.

Patrizia Pepe ha pubblicato la foto di una modella, e da li si è scatenato il delirio. Forse.

Premesso che non so se la cosa sia stata pianificata, o se sia stata creata sull’onda delle prime reazioni dei fan, o se è stato l’esempio di tutto ciò che NON si dovrebbe fare sui social. E’ stata messa in atto una strategia non convenzionale per un brand. L’amminstratore della pagina ha risposto in prima persona, per cui il brand parlava ai suoi fan senza considerare nessuna delle regole che da sempre si danno come fondamentali nella relazione dei brand con i fan.

Le risposte erano dirette, maleducate a volte, schiette, cristalline nella loro forma, a volte con errori notevoli di grammatica. Come dicevo, tutto quello che io non farei mai.

Sulle prime la mia reazione è stata: “sono impazziti”. Poi leggendo i commenti mi sono trovato a concordare con un commento che recitava tipo:”Probabilmente è la vendetta di uno stagista a cui non hanno rinnovato il contratto”.

La cosa mi ha incuriosito perchè non potevo credere che un brand intraprendesse questa strada, rischiosa, irriverente, assolutamente non politicamente corretta ed estremamente irritante senza avere un obiettivo. Anche fosse perdere tutti i fan.

Queste sono alcune delle risposte date su facebook:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dopo alcune ore, vista la viralità del botta e risposta tra brand e fan, la polemica si accende anche sulla pagina di twitter di Patrizia Pepe:

Se non avete saputo di questa cosa prima, credo che ora vi staranno passando per la testa le stesse perplessità che sono passate a me.

Finchè non ho visto questo:

Qui mi si è aperta la testa. Quasi fisicamente.

Come ho premesso all’inizio del post, non conosco la natura e la dinamica di questa storia. E non  ci voglio trovare un nesso, ma solo due conclusioni:

Portare l’attenzione sul proprio brand per poi, all’apice delle discussioni, lanciare l’app per iphone è perfetto.

Usare un metodo non convenzionale per un brand, ma più tipico delle persone reali, per interagire con i fan è rischioso, non lo farei per il mio marchio, ma mi piace. Non sposerei la visione del “se è social non devi per forza dar ragione a tutti”. Troppo rischioso. Ma in questo caso, credo abbia funzionato.

Del resto, il politicamente scorretto, mi piace molto personalmente.

Per cui, per me,  Patrizia Pepe, consapevolmente o meno (non mi interessa) ha fatto centro!

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